Quando non è dovuta l'indennità suppletiva di clientela?

Quando non è dovuta l'indennità suppletiva di clientela?

Il diritto dell'indennità suppletiva di clientela nasce in caso di cessione dell'azienda o del ramo d'azienda. In particolare, l'indennità è dovuta al venditore per il pregiudizio patito in conseguenza della perdita dei clienti acquisiti con l'attività svolta precedentemente nella sua azienda.

Tuttavia, ci sono alcuni casi in cui l'indennità suppletiva di clientela non è dovuta. Ad esempio, quando il venditore ha causato la perdita dei clienti per negligenza o inadempienza contrattuale grave. In questi casi, infatti, il venditore stesso ha contribuito alla perdita dei clienti e, pertanto, non è possibile chiedere un risarcimento.

Inoltre, non è dovuta l'indennità suppletiva di clientela quando la cessione riguarda solo una parte dell'azienda che non ha una propria clientela specifica. Ad esempio, se vendiamo solo uno dei nostri magazzini di un'azienda che ha una clientela comune, non sarà possibile richiedere l'indennità.

Infine, l'indennità suppletiva di clientela non è dovuta quando la cessione avviene tra coniugi o tra parenti entro il terzo grado. In questi casi, infatti, la legge esclude la possibilità di richiedere l'indennità, poiché ritiene che non ci sia una vera e propria cessione di attività commerciale.

Per tutte le altre circostanze, la richiesta di indennità suppletiva di clientela è legittima e può essere richiesta dal venditore, purché provi di aver svolto un'attività commerciale redditizia e che esistano effettivamente dei clienti acquisiti e perduti a seguito della cessione dell'attività.

Quando spetta indennità di clientela?

La indennità di clientela è una somma di denaro che viene corrisposta ad un professionista o ad un'azienda quando un cliente decide di interrompere il proprio rapporto professionale con loro.

Ma quando effettivamente spetta questa indennità di clientela? In primo luogo, è importante sottolineare che per poter richiederla è necessario che esista un rapporto giuridico tra il professionista o la società e il cliente stesso. Ciò significa che deve esserci un contratto o un accordo che regoli il rapporto tra i due.

In secondo luogo, l'indennità di clientela spetta solo se il cliente decide di interrompere il rapporto in modo unilaterale, senza giusta causa. Ad esempio, se il professionista o la società hanno violato il contratto o non rispettato gli accordi, il cliente può decidere di interrompere il rapporto senza che spetti l'indennità di clientela.

Infine, è importante specificare che l'indennità di clientela viene calcolata in base alla durata del rapporto tra il professionista o la società e il cliente, alla tipologia di servizio fornito e alla sua rilevanza economica per il cliente. Inoltre, la cifra da corrispondere viene stabilita dal giudice in caso di controversie e può essere oggetto di contrattazione tra le parti.

In sintesi, l'indennità di clientela spetta solo se esiste un rapporto giuridico tra il professionista o la società e il cliente, se il cliente decide di interrompere il rapporto in modo unilaterale e senza giusta causa, e se viene stabilita la corresponsione di una cifra da parte del giudice o dalle parti stesse.

Quando non è dovuto il Firr?

Il Firm dei rifiuti (Firr) è una tassa che viene applicata per finanziare la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti. Tuttavia, ci sono alcune situazioni in cui il Firr non è dovuto.

Innanzitutto, il tasso base del Firr non viene addebitato ai residenti che non producono rifiuti domestici. Ad esempio, gli anziani in case di riposo non producono in genere rifiuti domestici e pertanto non pagano il Firr.

Inoltre, alcune attività commerciali sono esentate dal pagamento del Firr. Ad esempio, le attività che producono rifiuti non pericolosi, come carta e cartone, plastica e metallo, possono non essere soggette al Firr. Tuttavia, se questi rifiuti sono classificati come pericolosi, dovranno pagare la tassa.

Infine, alcune attività possono beneficiare di agevolazioni sul Firr. Ad esempio, le attività che utilizzano tecnologie che riducono la produzione di rifiuti possono ricevere sconti sul tasso base del Firr.

In sintesi, il Firr non è dovuto nei casi in cui non si producono rifiuti domestici, in cui i rifiuti prodotti non sono considerati pericolosi o in cui le attività adottano tecniche che riducono la produzione di rifiuti. Tuttavia, è importante prendere in considerazione le specifiche disposizioni delle autorità locali per determinare esattamente quando il Firr è o non è dovuto.

Quando non spetta l'indennità meritocratica?

Per chi lavora nel settore privato, l'indennità meritocratica rappresenta un premio per il proprio impegno e la propria produttività. Tuttavia, non sempre tutti i lavoratori hanno diritto a questa indennità. Ecco quando non spetta l'indennità meritocratica:

  • Assenze ingiustificate: se il dipendente ha avuto assenze ingiustificate durante l'anno di riferimento, il datore di lavoro potrebbe decidere di non assegnare l'indennità;
  • Basso livello di produttività: se il dipendente non ha raggiunto gli obiettivi di produttività prefissati, potrebbe non aver diritto all'indennità meritocratica;
  • Contratto a tempo determinato: se il dipendente ha un contratto a tempo determinato, potrebbe non avere diritto all'indennità meritocratica;
  • Cessazione del rapporto di lavoro: se il dipendente ha cessato il rapporto di lavoro prima della data di erogazione dell'indennità, non avrà diritto alla stessa;
  • Sanzioni disciplinari: se il dipendente ha ricevuto sanzioni disciplinari durante l'anno di riferimento, potrebbe non avere diritto all'indennità meritocratica;
  • Squilibrato rapporto con il datore di lavoro: se tra il dipendente e il datore di lavoro ci sono dei disservizi, potrebbe non essere assegnata l'indennità;
  • Stipendio elevato: se il dipendente ha già un ottimo stipendio, potrebbe non avere diritto all'indennità meritocratica.

In conclusione, l'indennità meritocratica non spetta a tutti i lavoratori e dipende da diversi fattori. È importante quindi che il dipendente lavori duramente e si impegni per ottenere i risultati desiderati, in modo da poter beneficiare di questa indennità.

Cosa spetta all agente in caso di risoluzione del contratto?

In caso di risoluzione del contratto da parte del cliente, l'agente ha diritto a diverse prerogative che variano in base alla natura e alle circostanze della risoluzione stessa.

La prima prerogativa riguarda il pagamento delle prestazioni effettuate dall'agente fino al momento della risoluzione. Questo vuol dire che l'agente ha diritto ad essere remunerato per il lavoro svolto fino a quel momento.

La seconda prerogativa prevede il pagamento di una eventuale provvigione, calcolata in base alle condizioni concordate nel contratto e al grado di realizzazione dell'incarico assegnato.

Un'altra prerogativa che spetta all'agente in caso di risoluzione del contratto riguarda la restituzione di eventuali beni materiali o documenti messi a disposizione dalla società/cliente per svolgere il lavoro richiesto. L'agente ha quindi l'obbligo di restituire tutto ciò che ha ricevuto durante l'incarico.

Infine, l'agente ha l'obbligo di rispettare la clausola di riservatezza prevista dal contratto, non divulgando informazioni riservate o dati confidenziali della società/cliente.

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